9 dicembre: la posizione del cane

La posizione del cane mi dona lo spunto per parlarvi di un libro molto interessante!
Si tratta de “Lo yoga spiegato ai bambini” di Lucia Morello, giornalista, autrice e formatrice. Dal 2003 è impegnata nella diffusione dello yoga in tutte le sue forme.
Ha ideato il metodo Yogalè per insegnare Yoga ai bambini e formare insegnanti di Yoga specializzati nel metodo presso NULAB Academy con sedi a Milano e Ancona.

Il metodo Yogalè ” si fonda sul riconoscimento dei talenti e sulla libera espressione dei desideri dei singoli individui fin dalla tenera età. Talenti e desideri che vengono non solo accolti ma coltivati per mezzo di strumenti di gioco e attività ludico-motorie, utili a liberare dagli schemi di emotivi standardizzati e attivare il pensiero creativo. Il talento è identificato come quella risorsa del tutto personale che è utile al bambino nel superamento di difficoltà quotidiane e che, crescendo, diventerà un potente alleato nella gestione dello stress, nella risoluzione di conflitti interiori e, più in generale, nel problem solving, ma anche nella trasformazione del vissuto delle relazioni difficili, nel riconoscimento dei propri limiti non già come accettazione passiva di fonti di disagio e vergogna, quanto piuttosto come spunti per nuove sfide e preziosi alleati  durante le scelte nelle fasi salienti della vita.”

La caratteristica del metodo è un approccio propositivo e non direttivo per cui in ogni lezione ( che viene chiamata viaggio) sono presenti suggerimenti che possono venire dall’insegnante ( chiamato cantastorie) e dai bambini ( i piccoli esploratori).
Perchè ognuno di noi è in viaggio. Un viaggio diverso per ciascuno di noi, con incontri diverse ed esperienze diverse.
Lo stile è allora quello del racconto di un viaggio che avviene in ambientazioni come un bosco, una città ma anche un intero pianeta in cui prendono forma creature, oggetti e luoghi ( che come prendono vita e movimento ritornano poi all’immobilità).
Il contenuto del racconto prende spunto dalla tradizione yogica più stretta che si mescola alla mitologia greco-romana. E allora i bambini intraprendono un viaggio nel quale incontreranno il leone con la sua energia ( che diventerà la loro energia), la montagna con la sua stabilità ( che diventerà la loro stabilità) ma anche Ercole e la sua forza e Atena e la sua saggezza.
I viaggi hanno un inizio e anche una fine, che è la meta. I bambini sono guidati quindi a giungere a quella meta sperimentando avventure e sfide e a superarle attraverso il pensiero creativo.
Il viaggio, i suoi luoghi, le sue creature sono strumenti che andranno poi trasportati nel quotidiano perchè il senso di protezione, di libertà che i bambini hanno sperimentato sul piano della fantasia possa essere sperimentato sul piano del reale.

E’ un metodo particolare e secondo me molto interessante. Consiglio la lettura attenta di questo libro che non è quindi solo un manuale ma va un po’ più nel profondo di quella che è l’esperienza yogica.

Gli animali rappresentano un elemento importante nello yoga ( non dimentichiamo che gli antichi yogin hanno creato molti asana proprio osservando gli animali e le loro caratteristiche) e praticamente in ogni lezione di yoga per bambini, indipendentemente dal metodo e dall’approccio che proponiamo, si fa riferimento ad essi.

Nel metodo Yogalè troviamo animali ai quali è stato dato un nome proprio di fantasia per renderlo più facile l’assimilazione della postura e più divertente l’esecuzione. Ai bambini si può proporre di imitare anche le espressioni degli animali mentre si racconta la loro breve storia.
Vediamo come viene presentata la posizione del cane a testa in giù ( in sanscrito ADHO MUKHA SVANASANA) nel metodo Yogalè.

Milù, il cane sempre a faccia in giù
Milù è un simpatico cagnetto a cui piace stare a faccia in giù. Lui annusa, fiuta la traccia e continua a seguirla finchè non trova un ossetto da sgranocchiare. Certo, ogni tanto si riposa, accovacciandosi e rilassandosi ma poi riprende le sue ricerche. A volte, però non è facile trovare ossetti nella foresta magica, perchè ci sono animaletti magici che li nascondono bene per far dispetto a Milù, così lui è costretto a stare sempre a faccia in giù.

Esecuzione: dalla posizione a quattro zampe, prendi un respiro lungo e calmo ed espirando spingi via il pavimento con le dita delle mani ben divaricate fino a trovarti in posizione angolare con il coccige verso il soffitto e la testa verso il pavimento, le gambe e le braccia distese, i talloni che vogliono raggiungere il pavimento e le orecchie tra le braccia. Resta per almeno cinque respiri. Torna a quattro zampe e, se naecessario, accovacciati con la fronte a terra sedendo sui talloni, nella cosiddetta posizione del bambino. Ripeti almeno tre volte.

Attenzione a: articolazioni dei polsi, riniti, raffreddori e sinusiti.
Controindicazioni: difficoltà respiratorie.

Acquisto consigliato!

Lo Yoga spiegato ai bambini di Lucia Morello

A domani!!!

8 dicembre: la posizione della rana

Che animaletto buffo e simpatico che è la rana!!!
La posizione della rana è divertentissima e interessante.
La nostra Bee-atrix ce la propone come una prova di equilibrio.

ESECUZIONE
Infatti siamo seduti sui talloni e restiamo in equilibrio sulla punta dei piedi, tenendo le braccia sopra la testa.
Ma decisamente possiamo saltellare! Sempre accovacciati portiamo le braccia all’interno delle ginocchia, poi saltiamo con un grande: C-r-r-r-r-a-a!

BENEFICI
Nella sua versione statica la posizione della rana favorisce la concentrazione e l’equilibrio, nella versione dinamica irrobustisce la muscolatura delle gambe.

ATTIVITA’
Possiamo organizzare dei percorsi che i bambini dovranno affrontare saltellando come ranocchie o creare un setting ispirato all’ambientazione stagno.
Ma possiamo anche giocare a COSTRUIAMO LA POSIZIONE ( gioco adatto ai bambini di 8-10 anni e che hanno già familiarità con gli asana)
L’insegnante invita un bambino ad essere il maestro di yoga che dovrà far vedere agli allievi ( i suoi compagni ) come si costruisce una posizione. L’insegnante suggerirà al bambino-maestro di scomporre la posizione della rana in quattro passaggi.
Per esempio.
1. Ci mettiamo in piedi con le gambe separate
2. Rivolgiamo i piedi leggermente verso l’esterno.
3. Scendiamo in una posizione accovacciata con le mani appoggiate a terra davanti a noi.
4. Portiamo le mani unite sopra la testa e restiamo in equilibrio.

Potremo aumentare o diminuire i passaggi per costruire la posizione e vi assicuro che per i bambini è una vera sfida!
Ovviamente possiamo giocare a costruire altre posizioni di animali che troviamo nello stesso habitat della rana ( anatra, cavalletta, airone, pesciolino, ragnetto ecc…)
Lo scopo del gioco è di portare una maggiore consapevolezza ai movimenti del corpo mentre si assumono gli asana che così vengono perfezionati e per favorire il controllo psico –motorio.

La rana è un animale che salta! Decisamente!
Perchè non inserire nella lezione un momento creativo e insegnare ai bambini a realizzare una rana che salta davvero con la tecnica degli origami ?

7 dicembre: la posizione dell’uccellino

Oggi voglio condividere una lezione completa da proporre ai bambini di una fascia d’età 4-7 anni ( quindi gli ultimi due anni della Scuola dell’Infanzia e i primi due della Scuola Primaria).
La lezione è ovviamente ispirata alla posizione dell’uccellino ed si sviluppa secondo il metodo “Yoga per crescere” di AIPY ( Associazione Italiana Pedagogia Yoga).
La lezione si apre con il …

RITO INIZIALE
I bimbi sono seduti in cerchio con le gambe incrociate nella posizione dell’ascolto.
L’insegnante intona la canzoncina: ” NOI SIAMO TUTTI AMICI E PER QUESTO SIAM FELICI” che i bambini ripeteranno insieme per tre volte.

RISCALDAMENTO
Invitiamo i bambini ad immaginarsi come degli uccellini che si stanno svegliando nel loro nido e che cominciano a stirare e sciogliere le zampette ( i bambini stireranno e disegneranno dei cerchietti con i piedi e le gambe); poi passeranno a riscaldarsi muovendo le ali ( i bambini imiteranno le ali degli uccellini quando volano e disegneranno dei cerchietti con le mani e con le braccia); è molto importante riscaldare e sciogliere anche i muscoli del collo ( i bambini disegneranno dei cerchietti con la testa muovendosi dolcemente).
” Ora bambini ci mettiamo in piedi nella posizione dell’uccellino ( che è quella dell’immagine). Le gambe sono dritte dritte ma noi ci spostiamo un pochino in avanti con il busto guardiamo diritto davanti a noi e portiamo indietro le nostre bracc….. volevo dire le nostre ali!”.
E ora siamo pronti a lasciare il nido e a spiccare il volo ( faremo muovere liberamente i bambini nello spazio ).
Ora che ci siamo riscaldati siamo pronti per il …

GIOCO
Il gioco di oggi si chiama L’autolavaggio ( favorisce la comunicazione non verbale e il contatto. L’insegnante controllerà che i gesti dei bambini non siano troppo “esuberanti”)
Si dispongono i bambini su due file, una di fronte all’altra.
Il bimbo che sta all’inizio della fila inizia a muoversi come un uccellino tra le due file di bambini. Alcuni bambini saranno gli uccellini che insaponeranno il loro compagno, altri lo laveranno e altri lo asciugheranno ( i ruoli possono essere assegnati dall’insegnante)… proprio come in un autolavaggio e alla fine l’uccellino uscirà tutto pulito e si collocherà alla fine della fila . A turno tutti i bambini-uccellini saranno lavati e profumati e tornati sui loro tappetini saranno pronti per passare alla …

STORIA ANIMATA
La storia si intitola “L’uccellino con l’ala spezzata” e ha il suo focus sulla posizione dell’uccellino e sulla posizione dell’albero ( che sarà già stata proposta ai bambini con le varianti rispetto ai tipi di albero).
NOTA 1: Per proporre questa attività mi ero accordata con le educatrici che avevano anticipato ai bimbi che avremmo realizzato una piccola recita e avevano scelto un bambino che interpretasse l’uccellino e i bambini che a piccoli gruppi avrebbero interpretato i vari tipi di albero che l’uccellino avrebbe incontrato nel corso della storia. Un altro bambino era stato scelto per fare il Vento freddo del Nord. Si era creato in questo modo una bel clima di collaborazione con le stesse educatrici.

NOTA 2: Solitamente io leggo prima tutta la storia, poi spiego le posizioni e poi ripropongo la storia integrandola con i movimenti. In questo caso ho ritenuto più utile, vista l’età dei bimbi e il lavoro di preparazione con le educatrici, di raccontare subito la storia ( sarebbe utile impararla a memoria o comunque raccontarla senza leggerla) . Ha funzionato!!! Il livello di attenzione è stato abbastanza alto per tutta la durata dell’attività.

Ecco la storia ( in neretto le posizioni)

” L’inverno stava arrivando e gli uccelli erano volati a sud ( tutti i bambini si muovono nella stanza come uccellini e dopo un paio di giri al suono della campana tibetana ritornano sui loro tappetini) dove faceva più caldo e si trovavano bacche da mangiare. Un uccellino aveva l’ala spezzata e non poteva quindi volare via insieme ai suoi amici ( il bambino che interpreta l’uccellino fa qualche saltello sul posto immaginando di fare fatica perchè ha un’ala spezzata) . Era rimasto solo in mezzo al gelo e alla neve. Il bosco sembrava un posto più caldo così l’uccellino si fece strada tra gli alberi per chiedere aiuto.
Per primo trovò delle betulle ( l’uccellino si avvicina, invitato dall’insegnante, al gruppetto di bambini che interpretano le betulle).
– Belle betulle – disse – la mia ala è spezzata e i miei amici sono volati via. Posso vivere tra i vostri rami fino al loro ritorno?
– No davvero!- risposero le betulle, spostando le loro foglie ( i bambini betulla spostano le braccia indietro come se volessero allontanarsi) – noi del grande bosco abbiamo i nostri uccellini a cui dar da mangiare. Non possiamo fare nulla per te!
– Le betulle non sono molto forti e forse non sarebbero riscite a reggere il mio peso – pensò l’uccellino. – Proverò a chiedere alle querce – e si diresse  ( il bimbo uccellino si sposta ) verso il gruppo di querce ( i bambini sono nella posizione dell’albero) poco
distante.
– Grandi querce, voi che siete così forti mi lascerete vivere tra i vostri rami fino alla primavera, quando torneranno i miei amici?
– In primavera!!!!! Ma è un sacco di tempo. Come faremo a sapere se in tutto questo tempo non ci mangerai tutte le nostre ghiande? ( I bambini querce agitano le braccia come se volessero dire di no)
– Forse il salice sarà più gentile con me – pensò l’uccellino e si diresse alquanto sconsolato verso il gruppetto di salici (posizione dell’albero)
– Gentili salici, la mia ala è rotta e non sono riuscito a volare a sud con gli altri uccellini. Posso vivere tra i vostri rami fino alla primavera?-
I salici non furono affatto gentili con l’uccellino visto che risposero: – A dire la verità, noi non ti conosciamo e noi salici non parliamo mai con gli sconosciuti. Probabilmente da qualche parte ci sono alberi che ospitano uccelli strani ma noi no….( I bambini salice agitano le braccia come se volessero allontanare l’uccellino).
Il povero uccellino non sapeva più cosa fare. Per quanto la sua ala fosse rotta e gli faceva anche un po’ male, provò a volare ( ancora il bimbo-uccellino saltella con difficoltà).
Ad un certo punto sentì una voce…
– Uccellino dove stai andando?-
– Non lo so- rispose l’uccellino tutto tremante per il freddo e la fatica.
– Allora vieni tra i miei rami- disse l’abete- potrai vivere tra i miei rami tutto l’inverno, se lo vorrai! Vieni su questo ramo che ha le foglie più fitte e più morbide-
Si sentì un’altra voce e questa volta era il pino che disse: – I miei rami non sono molto spessi, ma io sono grande e forte e posso proteggere te e l’abete dal vento del nord.
– Anche io ti posso aiutare – intervenne il ginepro. – Ti posso dare frutti per tutto l’inverno e tutti sanno che le bacche di ginepro sono molto buone!
(i bambini abete, pino e ginepro che erano già nella posizione dell’albero  si allungano verso l’alto con le braccia bel dritte e l’atteggiamento forte e “importante”).

Gli altri alberi guardavano e commentavano.
– Non vorrei avere strani uccelli tra i miei rami- disse la betulla
– Non darei le mie ghiande a nessuno – disse la quercia.
– Non parlerei mai con degli sconosciuti – aggiunse il salice.

Quella notte arrivò il vento freddo del Nord che chiese al Re Gelo.
– Posso toccare ogni foglia nel grande bosco?-
– No – rispose il Re Gelo. – Gli alberi che sono stati gentili con l’uccellino con l’ala spezzata possono tenere le loro foglie –
E così il vento freddo del Nord soffiò impetuoso quella notte ( il bambino che interpreta il vento passa tra gli alberi correndo agitando un grande foulard o pezzo di stoffa azzurro o bianco mentre i bambini betulle, querce e salice agitano i rami mentre i bambini abeti, pini e ginepro stanno fermi e stabili nella posizione dell’albero).
La mattina dopo le foglie delle betulle, delle querce e dei salici giacevano tutte a terra , mentre le foglie dei pini, degli abeti e dei ginepri erano rimaste sugli alberi.
Ecco perchè si chiamano alberi sempreverdi!

BREVE RILASSAMENTO FINALE
Ora gli uccellini, dopo aver trascorso una giornata intensa di gioco e di volo ritornano al loro nido. Facciamo “volare” i bambini nello spazio e poi al suono della campana tibetano tornano sui loro tappetini e si rilassano nella loro posizione preferita ( sdraiati sulla schiena, sulla pancia, in posizione fetale o in balasana, la posizione del bambino che noi  chiamiamo posizione della foglia).
Sono molto stanchi ma molto felici…

PICCOLO MOMENTO DI CONDIVISIONE
Possiamo stimolare delle piccole riflessioni sul significato della storia che avrà sicuramente suscitato dei pensieri rispetto all’accoglienza e alla generosità.
Per moderare questo momento ci viene in aiuto come sempre il bastone della parola.

RITO FINALE
I bambini nella posizione dell’ascolto, seduti a gambe incrociate,  insieme ripetono per tre volte “NOI SIAMO TUTTI AMICI E PER QUESTO SIAM FELICI!

Ecco alcuni feedback dei bimbi ai quali avevo proposto questa lezione raccolti dalle educatrici nei giorni successivi:
– Abbiamo fatto gli uccellini e gli alberi.
– Gli uccellini svolazzavano e cinguettavano.
– Poi abbiamo ascoltato la storia dell’uccellino dall’ala spezzata che andava da tutti gli alberi per vedere de lo riparavano dal freddo.
– Facevo l’uccellino che correva vicino all’albero e sorridevo perchè mi teneva tra i suoi rami.
– Ho imparato a fare l’uccellino con le ali dietro e cercavo un albero.
– C’era una bella storia dell’uccellino che è stato aiutato dall’abete e dal pino.
– Però alcunii alberi facevano gli antipatici.
– Il pino, l’abete e il ginepro l’hanno aiutato.
– E’ bello fare gli uccellini.
– Il vento che è arrivato ha tolto le foglie agli alberi antipatici e ha lasciato le foglie a quelli gentili.
– Abbiamo fatto il lavaggio agli uccellini perchè erano sporchi di fango.
– Ho fatto una specie di gioco di autolavaggio dove c’era un uccellino tutto sposrco e i compagni lo spazzolavano, lo lavavano e loo asciugavano.
– Mi è piaciuto tanto fare l’albero con le braccia in alto.
– Era bello quando gli uccellini volavano tutti liberi.
– Mi è piaciuto lavare gli uccellini, spruzzarli e lavarli.
– Il più bello dei giochi è stato l’autolovaggio perchè lavavo e asciugavo i miei amici.
– Mi è piaciuto quando spazzolavo l’uccellino Catia ( si, perchè anche l’insegnante deve giocare….. sempre!).

6 dicembre: la posizione del vento

Ed ecco un altro bellissimo elemento naturale: il vento!
La posizione del vento è dinamica e non potrebbe essere altrimenti visto che il vento dà proprio l’idea del movimento.
Se proprio vogliamo essere sinceri alle api il vento non piace molto. E a chi piacerebbe essere sbatacchiato di qua e di là mentre cerchi di ritornare all’alveare?
Però ho scoperto che le api operaie per tenere costante la temperatura dell’alveare sbattono velocissimamente le ali cioè ” fanno vento”. Buffo eh?
Ma veniamo alla nostra posizione yoga.

ESECUZIONE
I piedi sono fissi a terra. Alziamo le braccia all’esterno e ci fermiamo all’altezza delle spalle. Ruotiamo il busto e le spalle portando una mano sulla spalla opposta e l’altro braccio si appoggia dietro la vita. Poi ritorniamo con le braccia aperte e ruotiamo dall’altra parte.

VARIANTI
I bambini possono divertirsi ad aumentare o diminuire la velocità del movimento seguendo il ritmo dato dall’insegnante con il battito di mani o un tamburello immaginando che il vento sia all’inizio un venticello leggero e poi si trasformi un tornado.
Il vento non si vede…. ma si vedono gli effetti e allora perchè non far lavorare in coppia i bambini? Uno di loro praticherà la posizione del vento e l’altro la posizione dell’albero che oscilla. Quest’ultimo seguirà la velocità del movimento proposta dal compagno che “interpreta” il vento e dopo qualche movimento si cambieranno i ruoli.

IL RESPIRO DEL VENTO
I bambini possono imitare il vento che soffia dolcemente.
Questa è un’attività che aiuta a calmare la mente e riduce quindi gli stati d’ansia.
I bambini si siedono comodi con la schiena diritta. Faremo vedere loro che l’aria entra dal naso ( e allora bisognerà avere le narici pulite e libere!) e la pancia e il petto si gonfiano
e poi si soffia dalla bocca buttando fuori tutta l’aria che c’è nei polmoni.
Se i bambini lo desiderano possono ondeggiare delicatamente con il busto.

BENEFICI
Questa posizione migliora la flessibilità di tutta la colonna vertebrale.
Praticata dolcemente porta ad uno stato di calma perchè il movimento dell’oscillazione induce una sensazione di leggerezza. Questa posizione può essere praticata in qualsiasi momento della giornata quando vediamo i bambini stanchi fisicamente e mentalmente.

BIBLIOGRAFIA
Piccolo manuale di yoga per bambini di Clemi Tedeschi
Yoga Bimbi di Chiara Iacomuzio e Maurizio Morelli
Asana Pranayama Mudra Bandha Edizioni Satyananda Ashram Italia

A domani!!!!

5 dicembre: la posizione dell’aquila

Un’altra posizione con cui mettere alla prova il nostro equilibrio!!!
La posizione dell’aquila, GARUDASANA ha una bellissima forma ma del resto l’aquila è un bellissimo animale.
Vola in alto, ha una vista eccezionale, ed è estremamente intelligente.
E’ molto elegante quando vola e le sue ali, quando sono aperte sono grandissime… superano i due metri di apertura!
Insomma, l’aquila è la regina degli uccelli ed è un animale che richiama molti simboli: la vista penetrante e acuta che ci invita a guardare dentro di noi e scoprire la nostra vera essenza e ci permette di scorgere, nello stesso tempo ciò che ci circonda anche a grande distanza e se è il caso evitarlo.
Il suo volare tanto in alto ci fa aspirare a valori alti, importanti e ci fa pensare alla capacità di intraprendere e realizzare progetti che volano… in alto appunto!

Nella posizione dell’aquila è difficile mantenere l’equilibrio e ci si sente anche un po’ buffi oltre che instabili!
Ma, quando riusciamo a stare nella posizione si ottiene una concentrazione paragonabile alla chiara visione dell’aquila.

ESECUZIONE
I bambini sono in piedi con le gambe unite e le braccia lungo i fianchi. Inizieremo invitando i bambini ad allargare le braccia all’esterno e poi ad avvolgere una gamba intorno all’altra, come una spirale, mantenendo l’equilibrio su un solo piede ( inviteremo i bambini a piegare leggermente le ginocchia per rendere il movimento più semplice). Poi si portano le braccia avanti, un gomito sull’altro in un incastro che sembra un po’ complicato. Le mani sono unite, intrecciate e chiuse all’altezza del naso come il becco dell’aquila.
Facciamo rimanere i bambini nella posizione per qualche istante e poi scioglieranno e ripeteranno la postura sull’altro lato.
Prima di proporre la posizione completa, potremo farla sperimentare ai bambini solo con le braccia incrociate ed entrambi i piedi a terra con le gambe piegate.

VARIANTI
Beh! La prima variante che possiamo proporre è sicuramente quelle che consiste nell’imitare il volo dell’aquila.
Lo possiamo fare prendendo spunto da un esercizio del QI Gong che si chiama proprio il volo dell’aquila: mentre si inspira piegare lentamente le ginocchia e contemporaneamente alzare le braccia di lato finché le mani sono all’altezza delle spalle (palmi delle mani rivolti verso il basso). L’impulso per alzare le braccia di lato parte dalle spalle senza però sollevarle. In seguito, l’impulso passa alle braccia, ai gomiti e agli avanbracci fino alle mani. Mentre si espira piegare le gambe e abbassare contemporaneamente le braccia di lato fino a raggiungere la posizione di partenza. I movimenti abbinati al respiro li possiamo proporre ai bambini più grandicelli ma in ogni caso possiamo invitare i bambini anche più piccoli ad immaginare di essere una grande aquila che vola in un cielo azzurro in piena libertà e di essere leggeri leggeri.
Questo esercizio può essere fatto anche in movimento, per cui lasciamo “volare” i bambini nello spazio che hanno a disposizione.
Per chiudere l’attività possiamo proporre di fare ritorno al loro nido ( che può essere il tappetino) e rannicchiarsi come fanno gli uccelli quando si riposano e dormono.

L’immagine dell’aquila è molto suggestiva proprio perchè richiama il cielo, le alte vette, il sole…. allora possiamo inserire una breve visualizzazione nel momento del rilassamento come conclusione della lezione di yoga.

Stiamo camminando lungo un sentiero di montagna. E’ un sentiero che ci porterà proprio sulla cima, sul punto più alto. Siamo affaticati perchè il sentiero è proprio tutto in salita ma è talmente grande il nostro desiderio di vedere il panorama da lassù che continuiamo a camminare… man mano che saliamo sentiamo che l’aria diventa sempre più fredda…. brrrrr! Sentiamo un brivido e infatti alzando lo sguardo vediamo che in cima alla montagna c’è la neve. Tanta, candida e fresca… neve! Noi proseguiamo e finalmente vediamo la fine del nostro sentiero. Allora ci guardiamo intorno e ammiriamo lo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi. Siamo circondati da montagne che si innalzano verso il cielo illuminate dal sole che ci saluta allegro. E’ una sensazione bellissima! Abbiamo fatto un po’ di fatica ma… ne è valsa proprio la pena! Le montagne tutte intorno sembrano chiamarci e allora ci trasformiamo in una splendida aquila reale e spicchiamo il volo continuando ad osservare dall’alto la natura sottostante….. Dopo qualche giro intorno alle vette delle montagna voliamo verso la nostra montagna, quella dove c’è il sentiero che abbiamo percorso.  In una piccola sporgenza c’è il nostro nido e qui ci riposiamo … stanchi ma tanto tanto felici… 

BENEFICI
La posizione dell’aquila irrobustisce i muscoli delle gambe; elasticizza le articolazioni delle braccia e delle spalle; favorisce l’equilibrio, la calma e la concentrazione.

BIBLIOGRAFIA
Yoga Bimbi di Chiara Iacomuzio e Maurizio Morelli
Yoga dei bambini di Didi A’nanda Paramita’
Gioca Yoga di Lorena Pajalunga
Il linguaggio nascosto dell’Hatha Yoga di Swami Sivananda Radha